The Adventure Game and Interactive Novel

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  • Category Archives Medioevo
  • Preparatevi… e studiate

     

    Il Capitolo I uscirà tra meno di due mesi. Il beta testing è in corso. Presto affronterete le difficoltà e i pericoli dell'essere un inquisitore.

     

    Per cui potrebbe tornarvi utile studiare il manuale. Non sto parlando del libretto delle istruzioni del gioco, sto parlando del Directorium Inquisitorum!

     

     

    Qui troverete il testo completo. In latino, ovviamente.

     

    Che c'è, non sapete il latino? Beh, che peccato…

     


  • I tratti di corda

     

    La quaestio che Eymerich utilizza più spesso. All'accusato vengono legate le mani dietro la schiena e la corda viene fisssata ad una carrucola. Viene quindi sollevato, e ciò causa lo slogamento delle spalle e la rottura delle ossa dei polsi.

     

    Non viene versato sangue, in conformità alla Costituzione Clementina.

     

     


  • Il latino di Eymerich

     

    Ve l’abbiamo già detto che Nicolas Eymerich, Inquisitore: La Peste sarà doppiato in latino? Yes, sono abbastanza sicuro che ve lo abbiamo detto. E del fatto che il latino utilizzato è filologicamente impeccabile, e la sua pronuncia quantoSìù possibile accurata? Yes, probabilmente anche questo lo abbiamo già detto.

     

    Alessandro Magrini - Localizzazione latina

    Va da sé che, in assenza di strumenti di registrazione della voce, la ricostruzione esatta della pronuncia di una qualsiasi lingua del passato, con tutte le sue sfumature, gli accenti e le tonalità, non è possibile. Il latino poi è una lingua che è stata scritta e parlata per più di 2000 anni su un territorio molto vasto: difficile quindi stabilire dei criteri di correttezza o di esattezza validi in assoluto.

     

    Tuttavia la pronuncia di un certo periodo e in una certa area geografica si può ricostruire per approssimazione utilizzando diversi tipi di informazioni. Abbiamo testimonianze di autori che descrivono i suoni del latino, spesso proprio nel tentativo di correggere i contemporanei: ma la pronuncia auspicata da un autore medievale non è certo quella che si sarebbe attesa un grammatico dell’epoca classica. Non sono poche quelle iscrizioni in cui l’incisore o il committente, più che rispettare l’ortografia, vuoi per ignoranza vuoi per distrazione, ha lasciato penetrare nello scrivere la pronuncia effettiva del latino della sua epoca.

     

    Un aiuto ci viene anche da giochi di parole, da espressioni onomatopeiche, dalle assonanze e dalle rime: insomma, ovunque il suono possa in un certo senso prendere il sopravvento sulla grafia. Importanti sono anche le trascrizioni di parole latine in altre lingue e alfabeti, e viceversa. In ultimo, ma non per importanza, ci si può avvalere anche del confronto con le lingue “figlie” del latino (le cosiddette lingue romanze: italiano, spagnolo, portoghese, francese ecc.) soprattutto per la ricostruzione della pronuncia del latino di periodi più recenti, compreso quello medievale.

     

    Gian Paolo Castelli - Localizzazione latina

    Oggi le pronunce del latino più note e in uso sono quella “classica” e quella “ecclesiastica”. La prima consiste nella ricostruzione della pronuncia del primo secolo a. C. (il latino di Cicerone e Cesare, per intenderci), ma valida tutto sommato anche per il secolo precedente e fino al I-II secolo d. C.. La seconda è la pronuncia della Chiesa di Roma, in gran parte risalente addirittura all’alto medioevo e tramandatasi con poche trasformazioni fino a noi.

     

    Per Nicolas Eymerich, Inquisitore: La Peste abbiamo scelto la pronuncia ecclesiastica – pur con qualche lieve sfumatura tramite cui differenziare i diversi ceti sociali e la provenienza dei personaggi – perché più adeguata cronologicamente e più consona al contesto in cui Nicolas Eymerich opera. Il suo Directorium Inquisitorum ci è stato di grande utilità, non solo al fine di acquisire un bagaglio di espressioni e vocaboli adeguati al nostro protagonista, ma anche e soprattutto per riprodurre il più possibile fedelmente nel gioco la formularità di certe espressioni.

     

    Directorium Inquisitorum

     

    Certo, siamo in pieno Trecento, in un’area dove allora si parlava occitano e la lingua quotidiana era senza dubbio il volgare locale. Ciò non toglie che, soprattutto in ambito ecclesiastico, il latino fosse la lingua non solo degli scritti e del rito, ma anche dello scambio orale tra persone istruite. Ma non è questo il punto. In qualsiasi opera di finzione, i personaggi parlano abitualmente tutti la stessa lingua. Quella che oggi chiamiamo letteratura occidentale comincia con l’ Iliade di Omero, dove Greci e Troiani – contro ogni evidenza – parlano entrambi greco. La finzione è finzione. Quindi, se i personaggi del gioco possono parlare italiano o inglese, perché non potrebbero parlare tutti latino? Anzi, occitano a parte, il latino è senz’altro la lingua più vicina all’ambiente e all’atmosfera del gioco.

     

    Per quanto possibile abbiamo inoltre cercato di conferire un tono più colloquiale alle battute dei personaggi di condizione più umile, pur restando entro i limiti di un latino comprensibile. La linea che ci siamo dati è quella di utilizzare un latino che fosse comprensibile alla maggior parte delle persone che oggi hanno con esso una qualche familiarità. Abbiamo comunque cercato di colorire questa lingua standard, ogni volta che ne avevamo l’occasione, con sfumature medievali, soprattutto nel lessico e – ovviamente – in tutti i riferimenti alla cultura e al mondo religioso cristiano.

     

     


  • “Beh, questo sì che è un colpo basso”

     

    Che cos’è il dolore?

     

    Numerosi tentativi sono stati fatti per creare delle vere e proprie “scale del dolore”, tra le quali la più nota è la VAS.. Certo, il dubbio che il dolore non sia quantificabile è forte ed è lecito. Il dolore, come moltissime cose al mondo, è soggettivo.

     

    Ma c’è una parte del corpo umano maschile che probabilmente qualunque uomo al mondo confermerebbe essere la più sensibile al dolore, qualunque cosa esso sia.

     

    I testicoli.

     

     

    Praticamente chiunque ha, almeno una volta nella vita, ricevuto un colpo ai testicoli. Per i più fortunati può essersi trattato di una pallonata durante una partita a calcetto. Per altri meno fortunati un calcio ben piazzato dato da una ex molto arrabbiata. Magari qualcuno ci si è sottoposto volontariamente in una passionale e dolorosa sessione di BDSM. A ben pensarci, forse sono loro i più fortunati…

     

    Ma per i più sfortunati si è trattato di una tortura medievale.

     

    È tempo di albicocche, no? Se ultimamente ne avete comprate e le avete lasciate fuori dal frigo saranno ormai ben mature.

     

    Prendete una delle vostre albicocche e stringetela. Comincerà presto a sfaldarsi nella vostra mano, a spappolarsi, a maciullarsi.

     

    E ora immaginate che quell’albicocca sia un testicolo. Vostro.

     

    Immaginatelo

     

    Con buona pace dei fantasiosi ingegneri medievali che ideavano e costruivano complesse macchine di tortura, piene di corde e ingranaggi e leve, bastavano un paio di pinze per infliggere il peggiore dei dolori che un uomo possa mai provare…

     


  • La cicogna di storpiatura

     

    Quando un orrore diventa storia, si finisce per sottovalutarlo. Si crea un distacco emotivo, come se fosse semplicemente qualcosa scritto nei libri. Si tende a dimenticare che certe cose sono avvenute davvero. Forse è un semplice meccanismo mentale per sopravvivere all'orrore, per evitare di immaginare: "e se fosse successo a me?”.

     

    La storia del nostro gioco è ambientata nel sud della Francia del XIV secolo, ma fu tra il 1500 e 1600 che l'Inquisizione raggiunse l'apice della sua crudeltà e del suo potere. Ed è proprio in quel lasso di tempo che nacquero molti dei più terribili strumenti e pratiche di tortura. Ma non era tutto sangue, scorticamenti e sbudellamenti, no. Spesso le torture peggiori erano quelle più semplici e sopportabili. In apparenza sopportabili.

     

    Voglio chiedervi di fare un esperimento. Sdraiatevi sul letto e rannicchiatevi in posizione fetale, quindi immobilizzatevi. Restate totalmente fermi, senza muovere un muscolo.

     

    Per quanto tempo siete rimasti immobili? Cinque secondi? Dieci? Poi ci si stanca. Si sente il naturale bisogno di muoversi, di cambiare posizione, di sciogliere i muscoli.

     

    Ora immaginate di dover compiere di nuovo l'esperimento. Solo che non è un esperimento. Non lo state eseguendo di vostra spontanea volontà, non potete smettere quando vi pare, e non siete sdraiati sul vostro letto. Siete invece rinchiusi in una cella buia e puzzolente, immersi nelle vostre feci, incatenati da due giorni senza cibo né acqua, costretti in quella posizione dalla cicogna di storpiatura.

     

    The scavenger's daughter

     

    Il condannato a ricevere questa punizione poteva forse tirare un sospiro di sollievo nel vedere che non gli aspettavano lame, fruste e pinze. Ma già dopo pochi minuti in quella posizione cominciava ad avvertire crampi in tutto il corpo. Gesti naturali e spontanei come allungare una gamba per sgranchirsela o grattarsi diventavano improvvisamente desideri ossessivi. E nel disperato tentativo di soddisfarli ci si poteva solo escoriare e lacerare la carne nei punti in cui si era incatenati. Nel giro di un paio d'ore cominciava la spirale in picchiata verso la follia...

     

    E nulla impediva ai carcerieri di integrare questo supplizio con percosse, frustate e altri tormenti, da subire senza poter muovere un muscolo, senza neanche poter dare sfogo ad un sussulto involontario, ad un'istintiva risposta fisica del proprio corpo al dolore.

     

    Esistono cose ben peggiori della morte...

     




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