The Adventure Game and Interactive Novel

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La cicogna di storpiatura

 

Quando un orrore diventa storia, si finisce per sottovalutarlo. Si crea un distacco emotivo, come se fosse semplicemente qualcosa scritto nei libri. Si tende a dimenticare che certe cose sono avvenute davvero. Forse è un semplice meccanismo mentale per sopravvivere all'orrore, per evitare di immaginare: "e se fosse successo a me?”.

 

La storia del nostro gioco è ambientata nel sud della Francia del XIV secolo, ma fu tra il 1500 e 1600 che l'Inquisizione raggiunse l'apice della sua crudeltà e del suo potere. Ed è proprio in quel lasso di tempo che nacquero molti dei più terribili strumenti e pratiche di tortura. Ma non era tutto sangue, scorticamenti e sbudellamenti, no. Spesso le torture peggiori erano quelle più semplici e sopportabili. In apparenza sopportabili.

 

Voglio chiedervi di fare un esperimento. Sdraiatevi sul letto e rannicchiatevi in posizione fetale, quindi immobilizzatevi. Restate totalmente fermi, senza muovere un muscolo.

 

Per quanto tempo siete rimasti immobili? Cinque secondi? Dieci? Poi ci si stanca. Si sente il naturale bisogno di muoversi, di cambiare posizione, di sciogliere i muscoli.

 

Ora immaginate di dover compiere di nuovo l'esperimento. Solo che non è un esperimento. Non lo state eseguendo di vostra spontanea volontà, non potete smettere quando vi pare, e non siete sdraiati sul vostro letto. Siete invece rinchiusi in una cella buia e puzzolente, immersi nelle vostre feci, incatenati da due giorni senza cibo né acqua, costretti in quella posizione dalla cicogna di storpiatura.

 

The scavenger's daughter

 

Il condannato a ricevere questa punizione poteva forse tirare un sospiro di sollievo nel vedere che non gli aspettavano lame, fruste e pinze. Ma già dopo pochi minuti in quella posizione cominciava ad avvertire crampi in tutto il corpo. Gesti naturali e spontanei come allungare una gamba per sgranchirsela o grattarsi diventavano improvvisamente desideri ossessivi. E nel disperato tentativo di soddisfarli ci si poteva solo escoriare e lacerare la carne nei punti in cui si era incatenati. Nel giro di un paio d'ore cominciava la spirale in picchiata verso la follia...

 

E nulla impediva ai carcerieri di integrare questo supplizio con percosse, frustate e altri tormenti, da subire senza poter muovere un muscolo, senza neanche poter dare sfogo ad un sussulto involontario, ad un'istintiva risposta fisica del proprio corpo al dolore.

 

Esistono cose ben peggiori della morte...

 



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