The Adventure Game and Interactive Novel

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La croce di EYMERICH

Cari confratelli e consorelle,

sono Ivan Venturi, autore-produttore-scrittore-progettista-regista-ecc del videogioco di Nicolas Eymerich, Inquisitore. Faccio questa premessa perché scriverò qualcosa di personale, un’idea che ho maturato.

Nella copertina di Eymerich “La Peste” appare una croce con un Cristo sofferente, come se urlasse in modo straziante. Al suo fianco, il nostro Inquisitore che ci guarda col suo sguardo misto di determinazione e ferocia. Il tutto riassume abbastanza bene il personaggio dell’Inquisitore e la personalità dei romanzi e del mondo creato da Valerio Evangelisti. Chi apprezza il personaggio di Nicolas Eymerich Inquisitore lo ama davvero, proprio per questa sua originalissima durezza, quasi cattiveria, che nel lettore (e spero anche nel giocatore) diventa divertimento catartico.

Ma chi non è appassionato del personaggio, mal lo sopporta. Insomma, leggendo i libri di Eymerich a volte viene il nervoso da quanto egli è spietato, infido e subdolo. E questa è una cosa che abbiamo ben cercato di rappresentare. Nel videogioco spesso il personaggio si irrita verso il giocatore, lo tratta scorbuticamente. Questo è ciò che ci piace, e che piace del videogioco di Eymerich.

Inoltre, Eymerich è macabro. Abbiamo cercato di ricreare un’ambientazione davvero medievale. E il medioevo (sia pur XIV secolo) non era ancora Rinascimento, e quindi l’austerità, la sporcizia, la miseria, regnavano sovrane. Durezza. Fatiscenza. Malattia. Morbo. Gotico. Queste potrebbero essere alcune delle parole chiave che abbiamo tenuto a mente elaborando gli scenari.

Ebbene, ecco la mia considerazione: tutto questo non rende certo Eymerich un gioco commerciale. Anzi. Se volete fare qualcosa pensato per il mercato, cioè fatto in modo che i ‘buyer’ del mercato videoludico lo giudichino facilmente vendibile, non fate qualcosa come Eymerich. L’Inquisitore è indigesto, ruvido, fastidioso. Ma di sicuro qualcosa di mai visto prima (tralascio per semplicità in questa fase le caratteristiche particolari dell’accessibilità e del latino).

Nel mercato dei videogiochi non ci sono delle vere e proprie scelte editoriali. I publisher non hanno dei ‘direttori editoriali’ che scelgono i videogiochi, che impostano una linea editoriale e quindi culturale. Ci sono bensì dei ‘buyer’ che, in base principalmente al posizionamento della propria azienda e alla spendibilità commerciale di un prodotto, scelgono cosa acquisire o promuovere e cosa no.

Quindi, in generale, avere un Cristo urlante in copertina non aiuta.

Però, come dire, di tutto questo, ce ne siamo fregati. Alla grande. Io per primo. Di lavoro, per altri progetti, non faccio altro che far la parte del ‘produttore esecutivo’, quindi mi occupo anche di ‘rivestire’ i progetti in modo che essi meglio si adeguino a quelle che so essere le pratiche di mercato. Per Eymerich è stato tutto diverso. Sia perchè erano vent’anni (20) che non scrivevo personalmente e direttamente un videogioco adventure (mia grande passione da sempre, insieme ai manageriali). E mi ci sono appassionato, perdutamente, e quindi spesso e volentieri ho posto in secondo piano le logiche di mercato per dare la priorità a fare qualcosa di mai visto, di originale. Degno dell’Inquisitore.

Parlando dell’Italia, che essendo il nostro paese è un mercato che ci sta particolarmente a cuore e che continueremo sempre a gestire in maniera diretta, tutto quanto sopra ha significato che la maggior parte di voi confratelli e consorelle della Confraternita dell’Inquisitore, ha gradito particolarmente queste originalità del gioco, e che si è venuta a creare una nostra ‘community’, ma chiamiamola ‘confraternita’ (che è meglio) con cui abbiamo sviluppato legami molto stretti. E’ capitato spessissimo di sentirci al telefono, o via mail. O incontrarci di persona (quanti incontri per esempio a Lucca Comics&Games!).

Ebbene, questo per noi è il videogioco di Eymerich. Un videogioco a chilometri zero, dal produttore al consumatore. Un videogioco indipendente fatto in Italia, fatto su misura dei nostri confratelli e consorelle.

Per questo è nata l’idea della Prima Edizione Aperta per il secondo capitolo “IL VILLAGGIO”. Questa volta una parte importantissima del videogioco, cioè la postproduzione e il tuning finale, la faremo insieme. E davvero insieme. Chi ci conosce sa che facciamo sul serio. Anche visti gli interventi che abbiamo fatto, per esempio, sul primo capitolo, dopo essere usciti in Prima Edizione il 16 novembre del 2012.

E non solo. Il secondo capitolo di Eymerich è grosso, decisamente ampio. E’ diviso in 8 atti. Più o meno è lungo il doppio del primo capitolo. Probabilmente anche di più. Le locazioni visitabili sono circa 5 volte di più. Idem i minigames. Abbiamo deciso di fare la Prima Edizione Aperta anche perchè le rifiniture fattibili su un gioco di queste dimensioni sono un numero infinito. E invece vogliamo e dobbiamo uscire, pubblicare. Il gioco è pronto, anche se abbiamo una lista di cose su cui vorremmo intervenire lunga come la barba di Noè. Ma ora non ce lo possiamo permettere, siamo agli sgoccioli delle risorse di produzione. Per esempio, per i doppiaggi in latino, attenderemo un po’, in modo da finanziare un po’ la produzione con le prime vendite.

La produzione dell’audiogame del Villaggio è particolarmente costosa. Ci sono quasi il doppio di parole da doppiare, quasi 30000 contro le 17000 del primo capitolo.

Nel processo di postproduzione e di rifinitura del gioco ci sono diverse strade che potremo percorrere, e si dovranno fare delle scelte. Su questo speriamo di avere il sostegno della nostra Confraternita, sapere che piace più questo di quello, o che sarebbe bello rendere più esplorabile il tale ambiente, o rendere più ricco di interazioni possibili il tale personaggio, o aumentare l’interazione con oggetti ed elementi nel tale ambiente. Questi saranno i contenuti della ‘LISTA DEI DESIDERI’ che compileremo assieme a voi. Delle idee su cosa intendiamo fare già le abbiamo. Ma attendiamo il confronto con voi confratelli e consorelle. Quelle che saranno le risorse derivanti dalle vendite della Prima Edizione Aperta verranno completamente reinvestite in questa fase di postproduzione. Per questo proveremo anche un ‘crowdfunding’ diretto: chi lo vorrà potrà acquistare il gioco con un contributo aggiunto, per il quale ovviamente sapremo ben mostrare la nostra gratitudine in maniera molto concreta.

Il 27 gennaio quindi potrete acquistare la Prima Edizione Aperta del secondo capitolo di Nicolas Eymerich, Inquisitore “IL VILLAGGIO”. Così facendo, oltre a (speriamo) godervi una magnifica e terrificante avventura, potrete anche sostenere lo sviluppo di un videogioco decisamente atipico.

Un videogioco davvero pieno di croci.

LAUDETUR!

Il Vs affezionato confratello Ivan Venturi



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