The Adventure Game and Interactive Novel

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Frammenti di viaggio – Sviluppando Nicolas Eymerich: Inquisitore “Il Villaggio”

Date le sacre verità, esposte in questo  breve scritto, postiamo di seguito la missiva elettronica del nostro caro confratello Riccardo nel gruppo di Universal Access, buona lettura confratelli e consorelle:

“Salve, sono il confratello che al momento gestisce la comunicazione della pagina facebook di Nicolas Eymerich: Inquisitor e grazie a questa attività mi sono imbattuto in Universal Access, ho trovato davvero bello che ci siano queste grandi comunità di autoaiuto e mi fa piacere constatare che l’attività in quel gruppo è davvero molta (parliamo di centinaia di messaggi al giorno).
Ebbene, girando tra i vari post del suddetto gruppo ho notato in particolare la lettera di Ivan Venturi (link) a proposito del videogioco di Nicolas Eymerich – Il Villaggio e non ho potuto fare a meno di ricordare con soddisfazione quello che è raccontato qui sotto.

Qualche mese fa, di domenica mattina, ricevetti una telefonata inaspettata, era Ivan, mi chiese se me la sentivo di testare la versione alfa del secondo videogioco di Nicolas Eymerich (Il Villaggio). Anche se un pò intimorito risposi di sì ed è da lì che è stato deciso tutto il seguito della vicenda.

Inizialmente ero sorpreso e intimorito, conoscevo il personaggio di Nicolas Eymerich ma non avevo mai giocato la sua storia. Durante la prima settimana ero spiazzato, i programmatori capivano certamente meglio di me dove e come risolvere i problemi, mi dicevo. A cosa poteva servire un ragazzo di 21 anni senza nessuna competenza professionale?!

Mi dissero semplicemente di giocare e scrivere, dire cosa non andava, dove erano i difetti, come poteva essere migliorato,ecc… trovavo quasi paradossale che venisse chiesto questo a me, “Io sono un consumatore, come posso aiutarvi a fare quello che è il vostro lavoro?”.
Ho iniziato da delle semplici cose che notavo giocando, cose del tipo “quel personaggio entra nel tavolo quando cammina” o “Qui l’audio si sovrappone al dialogo e non si capisce niente”,ecc…
Il lavoro che c’era dietro sembrava quasi una specie di magia, io facevo notare che c’era un problema e c’erano sempre i due programmatori pronti lì a sistemarlo, abbiamo lavorato assieme a un’infinità di piccole cose. Dai grandi bug che bloccavano il gioco, all’evitare che un personaggio durante il suo percorso si girasse e cominciasse a camminare all’indietro sentendosi il Michael Jackson della situazione concludendo il suo spettacolo infilando la testa nel muro.

È stato strabiliante vedere il gioco crescere e plasmarsi, sentirsi parte integrante del suo sviluppo.
Immaginate di pensare a un oggetto che contribuite a creare, un qualcosa di unico; qualcuno lo userà per scaricare lo stress, qualcuno per fuggire in un mondo fantastico, altri ancora magari avevano bisogno solo di passare il tempo in attesa di un appuntamento importante, per prendere sonno la sera,ecc… tutto questo poteva nascere dai particolari, dalle piccole cose che avrei potuto notare o inventare.
La fantasia e la capacità di immaginare, hanno fatto la differenza, la possibilità di dire la propria e partecipare a un grande processo creativo qual’è quello dello sviluppo di un videogioco mi hanno davvero segnato.

C’è voluto del tempo ma alla fine è uscita la prima edizione aperta del gioco, non sto a spiegare in maniera completa cos’è dato che nel link della lettera di Ivan, qui sopra, viene già spiegato più che chiaramente, per farla breve tutti coloro che acquistano il gioco hanno la possibilità di scrivere le loro osservazioni e proposte e partecipare alla realizzazione di questo, un’occasione più unica che rara!
Insomma, il gioco è piaciuto e questa è stata una prima soddisfazione, la seconda (e anche la più grande dal mio punto di vista) è stata quando sono arrivati i primi commenti dell’audiogame (in sostanza la versione del gioco utilizzabile anche da persone ipovedenti e non vedenti).

Ci sono state diverse persone che hanno espresso i loro giudizi e dato i loro consigli, altri oltre a questo ci hanno fatto i loro ringraziamenti (a volte anche un pò commossi) per aver avuto al possibilità di giocare di nuovo un’avventura, di poter essere parte di un mondo fantastico in cui dettare le proprie azioni. Queste persone si erano sentite escluse da un mondo che grazie alla tecnologia permette l’uso di grafica e software sempre più avanzato, avrebbero voluto giocare a qualcosa di più di un semplice cruciverba ma non c’era il sentore (a livello di mercato) di questa loro insoddisfazione.

Ebbene, io mi sento orgoglioso di aver partecipato a questo progetto, contento di essere stato utile alla realizzazione di qualcosa di concreto, felice di aver indirettamente contribuito a far affiorare un sorriso o una ruga di tensione sul volto di qualcuno, ma soprattutto voglio ringraziare la TIconBLU per la possibilità che mi ha dato e tutti coloro che con il loro aiuto, il loro supporto e i loro feedback hanno aiutato a far crescere questo gioco e ad aprire la strada al mondo dei videogiocatori non vedenti!

Se siete arrivati fin qui e avete avuto il fegato e la pazienza di leggere tutto questo papiro di roba, beh, grazie per aver ascoltato quello che avevo da dire.Spero che il racconto della mia seppur breve esperienza possa aver incuriosito qualcuno a proposito di quanto importante sia la fantasia e la voglia di fare e l’importanza di questo progetto al fine di rendere accessibile a tutti anche il mondo dei videogiochi!

Confratello Riccardo”

LAUDETUR!



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