The Adventure Game and Interactive Novel

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  • Il latino di Eymerich

     

    Ve l’abbiamo già detto che Nicolas Eymerich, Inquisitore: La Peste sarà doppiato in latino? Yes, sono abbastanza sicuro che ve lo abbiamo detto. E del fatto che il latino utilizzato è filologicamente impeccabile, e la sua pronuncia quantoSìù possibile accurata? Yes, probabilmente anche questo lo abbiamo già detto.

     

    Alessandro Magrini - Localizzazione latina

    Va da sé che, in assenza di strumenti di registrazione della voce, la ricostruzione esatta della pronuncia di una qualsiasi lingua del passato, con tutte le sue sfumature, gli accenti e le tonalità, non è possibile. Il latino poi è una lingua che è stata scritta e parlata per più di 2000 anni su un territorio molto vasto: difficile quindi stabilire dei criteri di correttezza o di esattezza validi in assoluto.

     

    Tuttavia la pronuncia di un certo periodo e in una certa area geografica si può ricostruire per approssimazione utilizzando diversi tipi di informazioni. Abbiamo testimonianze di autori che descrivono i suoni del latino, spesso proprio nel tentativo di correggere i contemporanei: ma la pronuncia auspicata da un autore medievale non è certo quella che si sarebbe attesa un grammatico dell’epoca classica. Non sono poche quelle iscrizioni in cui l’incisore o il committente, più che rispettare l’ortografia, vuoi per ignoranza vuoi per distrazione, ha lasciato penetrare nello scrivere la pronuncia effettiva del latino della sua epoca.

     

    Un aiuto ci viene anche da giochi di parole, da espressioni onomatopeiche, dalle assonanze e dalle rime: insomma, ovunque il suono possa in un certo senso prendere il sopravvento sulla grafia. Importanti sono anche le trascrizioni di parole latine in altre lingue e alfabeti, e viceversa. In ultimo, ma non per importanza, ci si può avvalere anche del confronto con le lingue “figlie” del latino (le cosiddette lingue romanze: italiano, spagnolo, portoghese, francese ecc.) soprattutto per la ricostruzione della pronuncia del latino di periodi più recenti, compreso quello medievale.

     

    Gian Paolo Castelli - Localizzazione latina

    Oggi le pronunce del latino più note e in uso sono quella “classica” e quella “ecclesiastica”. La prima consiste nella ricostruzione della pronuncia del primo secolo a. C. (il latino di Cicerone e Cesare, per intenderci), ma valida tutto sommato anche per il secolo precedente e fino al I-II secolo d. C.. La seconda è la pronuncia della Chiesa di Roma, in gran parte risalente addirittura all’alto medioevo e tramandatasi con poche trasformazioni fino a noi.

     

    Per Nicolas Eymerich, Inquisitore: La Peste abbiamo scelto la pronuncia ecclesiastica – pur con qualche lieve sfumatura tramite cui differenziare i diversi ceti sociali e la provenienza dei personaggi – perché più adeguata cronologicamente e più consona al contesto in cui Nicolas Eymerich opera. Il suo Directorium Inquisitorum ci è stato di grande utilità, non solo al fine di acquisire un bagaglio di espressioni e vocaboli adeguati al nostro protagonista, ma anche e soprattutto per riprodurre il più possibile fedelmente nel gioco la formularità di certe espressioni.

     

    Directorium Inquisitorum

     

    Certo, siamo in pieno Trecento, in un’area dove allora si parlava occitano e la lingua quotidiana era senza dubbio il volgare locale. Ciò non toglie che, soprattutto in ambito ecclesiastico, il latino fosse la lingua non solo degli scritti e del rito, ma anche dello scambio orale tra persone istruite. Ma non è questo il punto. In qualsiasi opera di finzione, i personaggi parlano abitualmente tutti la stessa lingua. Quella che oggi chiamiamo letteratura occidentale comincia con l’ Iliade di Omero, dove Greci e Troiani – contro ogni evidenza – parlano entrambi greco. La finzione è finzione. Quindi, se i personaggi del gioco possono parlare italiano o inglese, perché non potrebbero parlare tutti latino? Anzi, occitano a parte, il latino è senz’altro la lingua più vicina all’ambiente e all’atmosfera del gioco.

     

    Per quanto possibile abbiamo inoltre cercato di conferire un tono più colloquiale alle battute dei personaggi di condizione più umile, pur restando entro i limiti di un latino comprensibile. La linea che ci siamo dati è quella di utilizzare un latino che fosse comprensibile alla maggior parte delle persone che oggi hanno con esso una qualche familiarità. Abbiamo comunque cercato di colorire questa lingua standard, ogni volta che ne avevamo l’occasione, con sfumature medievali, soprattutto nel lessico e – ovviamente – in tutti i riferimenti alla cultura e al mondo religioso cristiano.

     

     




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